Parto che mi trovo

Sono alla vigilia di un viaggio che per me sarà una specie di cammino verso un Tibet interiore , tra poche ore infatti atterrerò all’aereoporto di Cracovia e da lì farò otto giorni tra Cracovia, i suoi dintorni e Varsavia.

Questo viaggio parte in maniera strana: di solito quando parto sono organizzata quasi maniacalmente e preparata allo stesso modo sui luoghi che sto per andare a visitare, invece questa volta non mi sembra neanche di stare per partire. Sarà che in realtà è già qualche giorno che sono immersa nei miei viaggi mentali, sarà che tra un viaggio mentale e l’altro sono stata impegnata ad organizzare la festa a sorpresa per il compleanno di mia madre, sarà che ho prenotato questo viaggio in preda ad un raptus insano di emozioni.

Sarei dovuta partire con una persona, ora parto per esorcizzarla.

Mi auguro buon viaggio, e spero che al mio ritorno sarò carica di storie da raccontare: qui, su dei fogli sparsi, o semplicemente dentro di me.

Notturno

Ascoltare musica al buio non l’avevo mai fatto se non abbracciata a qualcuno. Questa volta invece sono sola e non mi dispiace affatto.
Tutto questo avviene in un letto piccolo piccolo collocato in una casa piccola piccola collocata nel bel mezzo di un bosco toscano.
Era tanto che volevo tornare a scrivere,  che pensavo quasi in forma scritta quasi come avessi una moleskine mentale da compilare.
Non mi aspettavo potesse succedere così: con il ticchettio dei tasti del mio iPod che grattano sul festival overture 1812 op.49 di tchaikovsky.
È una cosa strana che mi vien quasi da piangere di gioia.
E i violini suonano, e incalzano,  e dove mi portano non lo so neanche io.
Sono qui e in altri mille luoghi. Sono in Francia, a Budapest, nei posti dove sono stata e quelli dove andrò li immagino.
Immagino e spero che questa musica non finisca mai.

Signorina Attesa e Signorina Aspettativa, piacere di conoscervi.

On air: Life is life _ Noah and the whale

Non è la laurea in sè a stroncarmi ma sono due sostantivi, ovviamente femminili, che mi stanno uccidendo: attesa e aspettativa.

Attesa e aspettativa mi stanno levando anche le uniche due certezze che avevo nella vita: un’attività intestinale irregolare e un sonno da ghiro.

Mo, pe dì, passo notti insonni e giorni seduta sul gabinetto. Però quando sono seduta lì, sulla sedia dei re, ripeto ai bagnoschiumi la mia tesi e volete sapere una cosa? Nessun auditore sarà mai migliore di un bagnoschiuma. Cioè, chiariamoci, i bagnoschiuma sono attentissimi, ma hanno il problema della poca criticità: mai che mi facessero un’obiezione!

E mentre scrivevo questa frase mi è venuto in mente che potrei fidanzarmici con un bagnoschiuma… mi piace ‘sta cosa che non obietta.

Merda. Sto straparlando.

Foto del 34721516-03-2456382 alle 09:38

Tornano tutti, sai?
Chi tornerà per ribadirti semplicemente che se n’è andato dalla tua vita. Chi tornerà da te per riconsumarti ancora un pò il cuore e poi riandarsene. Chi tornerà per rubarti un ultimo sorriso o un ultima lacrima. Chi tornerà per dirti che senza di te sta meglio, per il troppo orgloglio, anche se in realtà muore dentro. Chi tornerà per dirti che ti ha amato, ma che ora non ti ama più. Chi tornerà da te per un ultimo abbraccio, perchè ha capito che quel calore che emani lo emani solo tu. Chi tornerà solo per insultarti, e tu con molta tranquilla e l’indifferenza di sempre incasserai senza problemi. Chi tornerà da te per chiedere perdono, per chiederti di riaprirgli di nuovo le porte del tuo cuore, perchè ha capito che senza di te non può andare avanti, che senza di te la vita è nuvolosa e tu, allora, che farai?

E andiamo!

On air: Just give me a reason _ P!nk

Non è presunzione ma: io lo sapevo.

Certe persone l’eccellenza ce l’hanno lì, stampata in fronte. Ed io, nonostante tutto, ogni volta che parlava di quello che studiava o del suo lavoro questa eccellenza potevo toccarla con mano.

Poi oggi mi arriva una telefonata: “110! Ha preso 110!

E io giù a piangere come una cretina, e non me lo ricordo da quant’è che non piangevo più di gioia. Perché io lo sapevo da un pezzo ma era giunto il momento che venisse riconosciuto davanti a tutti, era giunto il momento che lo sapesse chi sminuiva il suo studiare “geografia” o chi “ma perché, per giocare con i bambini serve una laurea?”, ma soprattutto era il momento lo sapesse anche lei.

Fiera. Dire che sono fiera è poco.

E in questa giornata dove fuori c’è la pioggia, pensando a tutto questo, io dentro ho solo fuochi d’artificio.

HPIM6212

Le braccia per terra

Oggi a che tempo che fa Fazio ha intervistato una magnifica Boldrini.

Sobria, signora e con la bocca piena di cose che fa piacere sentire da una persona che fa politica. Io ero lì sul divano con il cellulare in mano che le sorridevo e annuivo come si sorride ad un’amica di vecchia data di cui non puoi fare altro che fidarti.

Ad un certo punto su domanda di Fazio lei inizia a parlare dell’Europa e tira fuori la situazione Ungherese. Si lamentava del fatto che l’Unione Europea non facesse nulla e soprattutto del fatto che non ci fosse assoluta attenzione da parte dei media.

Io cado dal pero. Sono stata in Ungheria questa estate e mi sembrava tutto ok, insomma… volevo capirci qualcosa. Allora ho cominciato a leggere e ad informarmi e dire che mi sono cadute le braccia per terra.

Questo di seguito è per chi vuole sapere, per chi come me non aveva idea di cosa stesse accadendo:

UNGHERIA – Situato nel cuore di Europa danubiana, l’Ungheria è in procinto di passare a un regime autoritario. Mentre gli Stati Uniti si mostrano preoccupati, la comunità europea è sorprendentemente tranquilla e silenziosa.

Nell’arco di sedici mesi, l’Ungheria ha perso il suo carattere democratico. Salito al potere nel maggio 2010, il partito Fidesz della destra conservatrice del primo ministro Viktor Orban, ha bloccato le istituzioni per garantire la sua rielezione nel 2014.
Dopo la legge sui media, votata all’inizio dell’anno che limita la libertà di stampa, anche l’indipendenza della magistratura è messo in discussione. Trecento giudici, sospettati di esseri prossimi al precedente governo socialista, sono stati costretti a ritirarsi, mentre i poteri della Corte Suprema sono stati trasferiti al Parlamento controllato dal Fidesz.

Per paura di essere sopraffatto dal Jobbik, un partito di estrema destra, Viktor Orbán non fa nulla per distinguersi dalla retorica xenofoba e antisemita di questo partito. La scorsa settimana, György Dörner, vicino all’estrema destra è stato nominato alla testa del Teatro Nuovo (Új Színház) di Budapest.

L’Europa non sembra preoccupata del deteriorarsi della situazione politica in Ungheria e resta a guardare. E’ stata la politica economica ultra-nazionalista condotta dal governo ungherese a spingere l’UE ad uscire dal suo silenzio. Il 20 dicembre, il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso ha inviato una lettera a Viktor Orbán, lamentandosi della sua politica economica e fiscale. Pochi giorni prima, una delegazione dell’ FMI presente a Budapest aveva interrotto la sua visita per criticare il tentativo di prendere il pieno controllo sulla banca centrale del paese.

Il Parlamento ungherese ha adottato Venerdì 30 dicembre, una normativa che accresce l’influenza del governo conservatore di Viktor Orban sulla Banca centrale europea (BCE). La legge è stata approvata con 293 voti favorevoli, quattro contrari e un astenuto, grazie alla maggioranza dei due terzi di cui dispone il partito Fidesz del primo ministro Viktor Orban.

La riforma della Banca Centrale (MNB), che dovrebbe essere indipendente dal potere politico, toglie al suo presidente la prerogativa di scegliere i suoi membri, che passano da 2 a 3, d’ora innanzi nominati dal capo del governo. Il terzo (nuovo) membro è stato qualificato come “commissario politico” da parte del Governatore della MNB, András Simor, che notoriamente non piace Viktor Orban a causa della sua politica monetaria (tassi di interesse elevati).

Il consiglio monetario della istituzione, che decide in merito alla politica dei tassi di interesse, passerà da 7 a 9 elementi. I suoi due membri supplementari esterni, come altri quattro, sono nominati dal Parlamento, dunque dal Fidesz. La riforma della MNB è simile a una “presa di potere totale” dell’istituzione da parte del governo conservatore di Viktor Orban, secondo Andras Simor.

Questo evento è l’ultimo di una lunga (la riforma dei media, della giustizia, della legge elettorale e una legge sulla “stabilità finanziaria”), serie che isola l’Ungheria in seno all’Europa e affossa, un po’ di più, la democrazia ungherese.

Guy Verhofstadt, ex primo ministro belga e presidente dei liberali al Parlamento europeo, considera la nuova Costituzione ungherese come il “cavallo di Troia di un sistema politico più autoritario basato sulla perpetuazione del potere di un partito”.

La politica economica “non ortodossa” di Viktor Orban – imposte su banche, compagnie energetiche e di telecomunicazioni, la nazionalizzazione dei fondi pensione privati – ha fatto precipitare la moneta ungherese, il fiorino, che ha perso oltre il 20% rispetto all’euro negli ultimi tre mesi.

Nonostante le critiche, di cui l’ultima da parte del Segretario di Stato, Hillary Clinton, preoccupata per “la situazione della democrazia” in Ungheria, Viktor Orban va avanti, fingendo di ignorare le conseguenze delle sue azioni, sul suo paese e sul suo popolo. Venerdì, ha affermato senza mezzi termini: “Nessuno può intervenire nel processo legislativo in Ungheria”.

Il Parlamento dovrebbe presto approvare una nuova legge sulle religioni che riduce a 14 – contro i circa 300 attuali – il numero delle comunità che beneficiano di sussidi pubblici, una legge che riduce al minimo i dibattiti in Parlamento e una legge sui “crimini comunisti”.

Nel bel mezzo della crisi dell’euro, il caso ungherese è ben lungi dall’essere una priorità per l’Unione europea. Questa situazione politica è considerata temporanea, spiega il politologo Jean-Yves Camus. L’Europa considera che tale governo autoritario non sia che una parentesi nella storia ungherese.